• 01L'atto va redatto in italiano, con firma a mano e indice degli allegati numerato.
  • 02Il giudice di pace è competente per crediti fino a 10.000 euro; oltre, serve il tribunale.
  • 03Controlla sempre le istruzioni della cancelleria: le regole possono cambiare.
In quale lingua va redatto l'atto? Guida al deposito

La prima domanda che ti fai: in quale lingua?

Hai una fattura non pagata di 2.000 euro e vuoi agire da solo. Ti sei chiesto: in quale lingua deve essere redatto l'atto? La risposta è semplice: in italiano. L'articolo 122 del codice di procedura civile prescrive l'uso della lingua italiana in tutto il processo. Se hai documenti in un'altra lingua, devi allegarne la traduzione. Il tribunale o il giudice di pace non possono usare atti in lingua straniera.

La regola vale per ogni documento che depositi: l'atto introduttivo, le memorie, le procure. Se un allegato è in inglese o in francese, devi fornire una traduzione in italiano. Per i documenti che servono come prova, la traduzione deve essere giurata. Controlla sempre le istruzioni della cancelleria: le regole possono cambiare.

Prima di scrivere: verifica il giudice competente

Per un credito di 2.000 euro, il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a 10.000 euro (art. 7 c.p.c.). Se il credito supera questa cifra, devi rivolgerti al tribunale. Ma attenzione: davanti al tribunale non puoi stare in giudizio personalmente, salvo eccezioni di legge. Il giudice di pace, invece, consente la difesa personale nei limiti degli artt. 82 e 316 c.p.c.

Prima di depositare, verifica anche la competenza per territorio: in generale, si guarda al domicilio del convenuto. Se sbagli ufficio, il giudice dichiara la propria incompetenza e perdi tempo. Il valore della causa determina anche il contributo unificato: calcolalo in base all'importo o chiedi l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

L'anatomia del fascicolo: documento per documento

Quando prepari il deposito, devi avere un fascicolo completo e ordinato. Ecco l'elenco di ciò che serve:

  1. Atto introduttivo: redatto in italiano, su carta A4, con margini di 2,5 cm, carattere Times New Roman 12 pt, paragrafi numerati. Deve contenere l'intestazione con l'ufficio giudiziario, le parti (attore e convenuto) e l'oggetto.
  2. Originale e copie: depositi l'originale per il fascicolo e una copia per ciascuna parte convenuta. Se il convenuto è uno, servono due copie totali.
  3. Documenti allegati: ogni documento deve essere elencato in un indice numerato progressivamente a partire da 1. Usa la stessa numerazione su ogni copia.
  4. Sottoscrizione: firma a mano in calce, con il nome in stampatello, residenza o domicilio e recapito. Se manca la firma, la cancelleria non riceve l'atto.
  5. Traduzioni: se un documento è in lingua straniera, allega la traduzione in italiano.
  6. Ricevuta di deposito: conserva una copia del fascicolo e la ricevuta, anche telematica.

L'atto: intestazione, parti, fatti, conclusioni

L'atto deve seguire una struttura precisa. Inizia con l'intestazione: indica l'ufficio giudiziario (es. Giudice di Pace di Milano) e lascia vuoto il numero di ruolo generale se non lo hai ancora. Poi scrivi le parti: attore (tu) e convenuto (chi ti deve i soldi), con nome, cognome, codice fiscale se disponibile e residenza. Non aggiungere persone che non c'entrano.

Nell'esposizione dei fatti, scrivi un paragrafo numerato per ogni evento, in ordine cronologico. Indica solo date, importi e luoghi, senza qualificare giuridicamente i fatti. Per esempio: "1. In data 10/03/2025 ho eseguito la riparazione dell'impianto idraulico presso l'abitazione del convenuto, in Via Roma 5, Milano, per un importo di 1.500 euro." Non dire "il convenuto è inadempiente": lo scriverai nelle conclusioni.

Le comunicazioni e i documenti: cosa indicare

Dopo i fatti, elenca le comunicazioni intercorse: chi ha contattato chi, quando, con quale mezzo (email, raccomandata) e con quale esito. Ad esempio: "2. In data 15/03/2025 ho inviato una email al convenuto per sollecitare il pagamento della fattura n. 123; non ho ricevuto risposta." Questo mostra al giudice i tuoi tentativi di risolvere la questione.

Poi elenca i documenti che alleghi: nome, data e provenienza. Non descrivere il contenuto se non è già nell'elenco. Per esempio: "Allegato 1: fattura n. 123 del 10/03/2025, emessa da [il tuo nome]." L'indice degli allegati deve essere numerato in modo continuativo e identico su ogni copia.

Le conclusioni: cosa chiedi al giudice

Nelle conclusioni, scrivi con parole tue cosa chiedi al giudice, in forma di fatto. Non citare norme o fondamenti giuridici. Per esempio: "Chiedo che il convenuto sia condannato a pagarmi la somma di 1.500 euro, oltre agli interessi legali e alle spese del procedimento." Non aggiungere altro.

Infine, lascia vuota la riga della firma e quella di luogo e data: firmerai a mano al momento del deposito. Sotto la firma, scrivi il tuo nome in stampatello. Non stampare mai il nome nello spazio della firma.

Errori da evitare: la lista dei motivi di rifiuto

La cancelleria può rifiutare l'atto per motivi semplici. Ecco i più comuni:

  • Manca la sottoscrizione: senza firma, l'atto non è valido.
  • Giudice incompetente: hai depositato davanti al tribunale per una causa che spetta al giudice di pace, o viceversa.
  • Indice degli allegati mancante o non numerato: il giudice non può riferirsi a un documento specifico.
  • Indirizzo del convenuto incompleto: senza un indirizzo valido, la notificazione non può avvenire.
  • Documenti in lingua straniera senza traduzione: viola l'art. 122 c.p.c.
  • Atto illeggibile: carattere troppo piccolo, margini assenti, paragrafi non numerati.

Controlla ogni punto prima di depositare. Le regole possono cambiare: verifica sempre le istruzioni della cancelleria e il testo vigente del codice di procedura civile.

Come preparare il deposito: guida pratica

Per preparare il deposito, segui questi passi:

  1. Verifica il valore della causa e il giudice competente (giudice di pace fino a 10.000 euro, art. 7 c.p.c.).
  2. Controlla se puoi stare in giudizio personalmente (art. 82 c.p.c.) o se serve un difensore.
  3. Redigi l'atto in italiano, con la struttura descritta.
  4. Prepara l'originale e le copie per ciascuna parte convenuta.
  5. Allega i documenti con indice numerato.
  6. Traduci i documenti in lingua straniera.
  7. Calcola il contributo unificato o chiedi il patrocinio a spese dello Stato.
  8. Deposita l'atto secondo le modalità previste (telematiche o cartacee) e conserva la ricevuta.

Se hai dubbi su un passaggio, consulta la guida sul sito o chiedi alla cancelleria. Non improvvisare: un errore formale può farti perdere tempo e denaro.

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Domande frequenti

In quale lingua deve essere redatto l'atto?

In italiano. L'articolo 122 c.p.c. prescrive l'uso della lingua italiana in tutto il processo. Se hai documenti in altra lingua, devi allegarne la traduzione.

Cosa succede se l'atto non è firmato?

La cancelleria non può ricevere l'atto. Gli atti di parte devono essere sottoscritti dalla parte o dal difensore; in mancanza, i termini non risultano osservati.

Qual è il giudice competente per un credito di 2.000 euro?

Il giudice di pace, perché è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a 10.000 euro (art. 7 c.p.c.).

Posso stare in giudizio personalmente davanti al tribunale?

No, di regola davanti al tribunale serve l'assistenza di un difensore, salvo eccezioni di legge. Davanti al giudice di pace, invece, puoi stare in giudizio personalmente nei limiti previsti dagli artt. 82 e 316 c.p.c.

Fonti ufficiali

Informazioni generali sulle formalità giudiziarie. Non è consulenza legale e non crea un rapporto avvocato-cliente. Le regole cambiano: verifica le istruzioni pubblicate dal tribunale prima di depositare.

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